venerdì 17 giugno 2011

Flappers: le donne degli anni 20


Life Magazine - 2 February 1922
cover The Flapper
by Frank X. Leyendecker
Dopo la caduta dell'epoca vittoriana, la concezione di donna e la sua indipendenza dalla famiglia, furono i principali fattori che spinsero attorno al 1850, le donne americane ad unirsi per rivendicare diritti fino ad ora a loro negati.
Con l'arrivo però del 1900 tutto questo lentamente cambiò. Questo fu dovuto, in parte, alla soddisfazione di aver vinto "la guerra contro gli uomini", ma anche perchè, dopo la Prima Guerra Mondiale, si diffuse tra le donne un sentimento di ritiro dalle lotte sociali. E così diversi elementi del movimento femminista vennero accantonati dopo il raggiungimento del voto e le giovani donne persero interesse per le riforme sociali e ne acquisirono invece  per la ribellione ai canoni della società. Questa ribellione ai canoni dettati dalla società  divenne ben presto uno stile di vivere, e le giovani donne divennero le FLAPPERS.

Capelli corti, lisci o a boccoli, sotto raffinati cappellini, gonna corta sopra il ginocchio o lunga con uno spaccho da capogiro, anticonformista e lunatica, questo è il ritratto della flapper.

Confinate per pochissimo tempo dalla casa e dalle tradizioni, la tipica flapper era una giovane donna che ostentava la sua giovinezza e criticava le generazioni più vecchie perchè accettavano il convenzionalismo ed il qualunquismo come caratteristiche della donna.

Le flappers erano moderne.

Andando contro qualsiasi vecchio canone: le donne tradizionaliste  portavano i capelli lunghi....le flappers corti o a boccoli.
Contro i lunghi vestiti castigati portavano abiti corti o abiti che mostrassero braccia e gambe dal ginocchio in giù e facevano  largo uso di make-up soprattutto in pubblico.

In definitiva le flappers furono il simbolo di una rivoluzione sociale, che non  comprendeva solo il modo di vestire, ma anche il modo di  percepire ed interagire con il mondo che circondava la società  degli anni ruggenti e dell'era jazz. 

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FLAPPERS FAMOSE
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Zelda Sayre Fitzgerald
Zelda Sayre Fitzgerald è stata una pubblicista e scrittrice statunitense. Fu la moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald. Autrice nel 1932 del romanzo autobiografico Save Me the Waltz (Lasciami l'ultimo valzer).  Per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali e spregiudicati è stata spesso considerata una sorta di proto-femminista. È stata, insieme a Scott Fitzgerald, un'icona dei Ruggenti anni venti e fu fra le prime Flapper.


Clara Bow
Clara Bow, di cui ho già parlato vedi post, attrice simbolo dell'età del jazz e icona dei ruggenti anni 20, ha catturato il cuore di milioni di persone in tutta  l'America.
Con i suoi capelli spettinati gli occhi occhi profondi, le labbra a forma di cuore, questa stella del cinema muto divenne una personificazione del sex appeal di quel periodo. 


Louise Brooks
Louise Brooks è stata una ballerina, showgirl e attrice statunitense del cinema muto. Nell'ultima parte della sua vita ha svolto anche attività di scrittrice e critica cinematografica.
Alla sua immagine si è ispirato il fumettista Guido Crepax per il più famoso dei suoi personaggi: Valentina.


Barbara La Marr
Barbara La Marr è stata un'attrice statunitense, attiva sia nel cinema muto che in teatro come danzatrice burlesque nel cabaret. È stata anche autrice di soggetti e sceneggiature. Al suo nome d'arte si è ispirato negli anni trenta il cineasta e suo grande estimatore Louis B. Mayer per scegliere lo pseudonimo da assegnare all'allora astro nascente del cinema Hedy Lamarr.


Lee Miller
Lee Miller, la modella preferita di Condé Nast, apprezzata fotografa, l’amica di Picasso, di Paul Eluard e Jean Cocteau, si muove per Parigi, dai salon ai bordelli, dai musei ai boudoir, da flapper: «una che fuma, beve e guida l’automobile da sola. Va a ballare nei club e si spalma il belletto sulle ginocchia perché non porta le calze. È una che non ha paura di scandalizzare e va a letto con chi vuole». In America era il tempo del proibizionismo, ordinavi da bere a bassa voce. La musica era il jazz. Vogue cercava volti nuovi.


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FLAPPER NELLA MUSICA
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Uno dei brani più famosi del periodo fu "Flapperette" di  Jesse Greer (1896-1970). Pianista e compositore statunitense e compositore di canzoni di Broadway, Jesse Greer ha lavorato variamente come "pianista di teatro" e  presso editori musicali. I suoi collaboratori musicali furono Walter Hirsch, George Jessel, Raymond Clages, Harry Rose, Stanley Adams, Harold Adamson e Bert Mann. Tra le sue composizioni ricordiamo Kitty da Kansas City, Baby Blue Eyes, Sleepy Head, Once in a Lifetime,  Just You, Just Me, Flapperette, Freshie.




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FLAPPERS GALLERY

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The Flapperette, 1928
Flapper Hairstyles

Annual Bathing Girl Parade Balboa Beach 1920
Mack Sennett's bathing beauties, ca. 1919
Movie makers, 1919
Lillian Gish, 1922
Bathing costume contest, 1921
Showing leg, 1924
Lucille Layton & friend, 1923
The Lane Sisters
The Sheik's Daughter, 1923
This is probably a publicity still for a Mack Sennett movie, circa 1920
1920's Flapper Dresses by henares

giovedì 9 giugno 2011

Fats Waller e... Europa Radio

Fats Waller è un musicista che adoro.
Quando vivevo a Milano lavoravo in un agenzia di pubblicità di fronte a Europa Radio *** la migliore radio jazz unica nel panorama musicale milanese e forse italiano. (In molti  se la ricorderanno...)
Alla mattina mettevano sempre qualche pezzo di Fats, poetico, elegante, ironico e talvolta, malinconico. Una delle sue maggiori doti, che l'accomunò a pochi altri personaggi della storia della musica era la velocità esorbitante con cui scriveva la sua musica. Si racconta che scrisse su due piedi (e sul bancone del bar) nove pezzi (fra cui Henderson stomp, Hot mustard e Whiteman stomp) per Fletcher Henderson solo per ripagargli nove hamburger ingurgitati una sera al bar in un sol boccone. Altri due pezzi, Harlem fuss e Minor drag, nacquero due ore prima della seduta di incisione perché il giorno prima Waller, invece di organizzare i pezzi, aveva finito per passare il tempo tra un brindisi e l'altro, assieme a Eddie Condon, addormentandosi infine ubriaco fino al mattino seguente. Ma capolavori come Ain't Misbehavin', Black and blue, Load of coal e Honeysuckle rose lo portarono al successo.
“Fats”, magistrale pianista e compositore (registrò circa 360 canzoni ma, si dice, ne compose oltre 500) aveva una faccia e fattezze che sembravano una caricatura.
E del genio virtuoso ma nero, che faceva ballare la gente con le sue commedie in musica, l’America restituì all’epoca un’icona da cartoon – la faccia “cicciosa” e paciosa, la bombetta storta, la mole goffa e ingombrante, la parlantina svelta.

***La vecchia e amata Europa Radio... ve la ricordate?
Solo Jazz, swing
la grande musica americana anni '40/'50/'60, 24 ore su 24  ad animarla e condurla erano due cultori del genere: Elda Botta (scomparsa qualche anno fa), donna di grande cultura (ex professoressa di lettere con due lauree) che dava il taglio artistico alla stazione e Sergio Leotta che si occupava prevalentemente degli aspetti tecnici. Sergio Leotta, chiusa l'esperienza radiofonica via etere, si è trasferito ora in Francia dove a sorpresa da qualche anno Europa Radio è resuscitata via web....
Oggi può essere infatti ascoltata in streaming qui:
EUROPA RADIO STREAMING


Quando Europa Radio chiuse, il Corriere della Sera fece un articolo,  questo:

Jazz addio, chiude Europa radio

Europa Radio chiude. L' unica emittente italiana dedicata esclusivamente al jazz, nata giusto vent' anni orsono grazie all' entusiasmo di Elda Botta, e' in difficolta' . In via Tortona 14, dove ha la sede, in una bella casa di ringhiera della vecchia Milano, non ci sara' piu' il solito allegro viavai di musicisti e di appassionati. La radio, conti alla mano, spende piu' di trecento milioni all' anno e ne incassa, quando va bene, non piu' di duecento. "Per sette anni . racconta Elda Botta . Radio Europa si e' mantenuta da sola: una sede modesta, poca potenza, niente pubblicita' e musica selezionata anche grazie ad interventi diretti dei musicisti e degli ascoltatori. Poi visto il numero sempre crescente di appassionati abbiamo fatto un salto di qualita' : nuova sede, sala di registrazione. Pensavamo che, se i fans avessero contribuito con sole 50 mila lire a testa, avremmo potuto fornire musica per 24 ore al giorno senza il fastidio delle pubblicita' commerciali. Non ci siamo riusciti. Abbiamo allora offerto delle sponsorizzazioni mirate ma anche in questo caso l' idea accolta con favore da alcune grandi societa' ha dovuto poi subire l' aggressione della televisione. Ora dopo vent' anni dobbiamo spegnere". Eppure da Radio Europa sono passati grandi jazzisti sia italiani sia stranieri. Nella sua piccola sala di registrazione sono maturati progetti che hanno poi percorso l' Italia. Anche il grande Gorni Kramer amava passarci qualche ora conversando in diretta con gli ascoltatori. E lo storico violinista Joe Venuti quando arrivava a Milano non mancava mai di fare un salto alla radio e cosi' facevano il lirico Chet Baker e Hugo Pratt, il disegnatore ma anche jazz fan e lui stesso musicista, e altri intellettuali. Negli archivi di Europa Radio ci sono migliaia di ore di registrazione, esclusive jam session realizzate dal vivo che farebbero la gioia di ogni collezionista. Possibile che non si possa trovare una soluzione?

Franchini Vittorio - Pagina 41 - (28 agosto 1996) - Corriere della Sera




sabato 28 maggio 2011